Eurorec e Eurocredit inviavano atti di citazione presso sedi di Giudici di Pace incompetenti per intimorire i consumatori. La società insieme alla B&p prometteva invece un’ipotetica ristrutturazione del debito a costi irrisori, incassando 390 euro solo per l’invio di moduli.

Consumatori bersagliati da atti di citazione per crediti presumibilmente prescritti o invogliati a risolvere le loro difficoltà finanziarie con una ipotetica ristrutturazione del debito, a fronte del pagamento di 390 euro che risultava in realtà solo un primo esborso per l’invio di moduli da riempire. Sono i fenomeni sui quali è intervenuto l’Antitrust sanzionando 4 società per pratiche commerciali scorrette, con multe per complessivi 350mila euro.

RECUPERO CREDITI AGGRESSIVO

L’Autorità ha chiuso 2 istruttorie nei confronti di altrettante società (EUROREC – Agenzia Nazionale Cartolarizzazioni e Recupero Crediti Srl) e l’impresa individuale EUROCREDIT, sanzionandole con 100mila euro di multa ciascuna.

Secondo quanto ricostruito dall’Antitrust, alla luce di diverse segnalazioni inviate da alcune associazioni di consumatori, le due imprese inoltravano a diversi consumatori, per il tramite di studi legali, atti di citazione presso sedi di Giudici di Pace territorialmente incompetenti, al solo fine di intimorirli e spingerli al pagamento di crediti, presumibilmente prescritti o di dubbia esigibilità, acquisiti da una compagnia telefonica fallita. Dalle segnalazioni ricevute risulta, infatti, che le due società tentavano di recuperare crediti relativi a fatture già pagate o a fatture non pagate per la mancata attivazione dei servizi telefonici oppure relativi a consumatori che hanno dichiarato di non essere mai stati clienti della società telefonica. Si trattava, inoltre, di crediti presumibilmente prescritti e agli atti di citazione inviati ai consumatori, tra l’altro, non seguiva alcuna iscrizione della causa a ruolo.

Le condotte delle due aziende sono state ritenute pratiche commerciali aggressive, in quanto in grado di condizionare indebitamente i consumatori: attraverso la loro attività le imprese hanno ingenerato nei destinatari degli atti di citazione il convincimento che, a prescindere dalla fondatezza della richiesta, fosse preferibile provvedere rapidamente al pagamento dell’importo contestato piuttosto che esporsi ad un contenzioso giudiziario in realtà inesistente.

PROMESSE INGANNEVOLI PER LA RISTRUTTURAZIONE DEI DEBITI

“Ridurre l’esposizione debitoria fino al 70%, incluse le richieste del Fisco”. Era la promessa con la quale si presentava ai consumatori in difficoltà finanziarie, tramite pubblicità su internet, organi di stampa e sms, l’Agenzia Debiti SpA insieme alla società B&P srl (società di gestione del call center incaricato di contattare gli utenti) entrambe in regime fallimentare.

In realtà, a differenza di quanto promesso nei messaggi pubblicitari, dopo il primo contatto con il call center (il cui numero era pubblicizzato nel messaggio stesso), i consumatori si vedevano recapitare al proprio domicilio un pacco, da pagare mediante versamento in contrassegno di 390 euro, che conteneva semplicemente la modulistica per conferire eventuali incarichi ad effettuare le visure riguardanti la propria esposizione debitoria. In sostanza, la società agganciava gli utenti per indurli a contattare un call center che acquisiva dati anagrafici e precisazioni sull’esposizione debitoria verso privati, banche o finanziarie e fisco, per poi inviare il pacco e incassare all’istante il denaro.

Dagli accertamenti istruttori compiuti dall’Antitrust, anche alla luce delle segnalazioni inviate dalle associazioni dei consumatori, è emerso inoltre che l’Agenzia Debiti non era in possesso di licenza per l’esercizio di un’agenzia d’affari né aveva presentato una SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività): non era in sostanza un’agenzia in regola come invece si accreditava.

Una volta pagata la modulistica, inoltre, al consumatore che decideva di avvalersi dei servizi offerti, veniva proposto di ‘pilotare’ la propria posizione debitoria ‘gonfiandola’ in modo di indurre il creditore a cedere il credito con una sua riduzione: a prescindere dalla liceità della pratica, non veniva prospettato in alcun modo il rischio che, a fronte di una tattica del genere, il creditore decidesse di chiedere il fallimento o comunque di rifarsi sul patrimonio del debitore. La consulenza doveva ovviamente essere pagata, anche con cifre onerose, e non in comode rate, come pubblicizzava la società, ma con assegni postdatati o con cambiali.

Infine, per quanto riguarda i debiti contratti con Equitalia e il Fisco, si prospettava come soluzione in grado di “risolvere ogni problema di debiti” la semplice “opposizione alle richieste di Equitalia e Fisco per diminuire, sospendere e rateizzare le cartelle esattoriali”: obiettivo impossibile visto che per i debiti esistenti con le pubbliche amministrazioni, e con il fisco in particolare, gli spazi di negoziazione e rateizzazione sono strettamente limitati e circoscritti da specifiche norme di legge.

Per le pratiche commerciali messe in atto, Agenzia Debiti è stata sanzionata con una multa di 100mila euro mentre B&p con una multa di 50mila euro, ridotte, ferma restando la gravita’ della pratica scorretta, per la situazione di fallimento di tali societa’.

Comunicato Stampa del 27 dicembre 2012

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