Sara’ che non piove da parecchio, che le auto in circolazione sono troppe, che le immissioni delle fabbriche aumentano e che il riscaldamento domestico √® prevalentemente alimentato a gasolio: ma chi e’ che affronter√† il problema della qualit√† dell’aria in modo serio e definitivo? Nessuno pu√≤ fare scelte strategiche in poco tempo ma, di certo, andavano fatte dieci anni fa quando il blocco delle auto era un’esigenza percepita come essenziale e l’opinione pubblica la accettava di buon grado.

Poi, per esigenze di consenso, si sono progressivamente eliminate le giornate di blocco abbandonando anche l’ultimo¬†strumento di sensibilizzazione sulla qualit√† dell’aria che respiriamo. ¬†Pertanto non √® rimasto pi√Ļ nulla. E’ vero che le scelte non possono essere fatte a livello locale e che il fumo da sigaretta provoca pi√Ļ danni dello smog: ma qualcuno della classe politica veneta ha il coraggio di affrontare l’argomento? Almeno in campagna elettorale c’√® qualcuno che se la sente di proporre, ad esempio, un piano di trasporto ferroviario regionale in grado di diminuire il traffico su gomma?

Nel 2009 i superamenti del limite di concentrazione delle PM10 fissato dalla normativa europea (per cui l’Italia √® sanzionata ogni anno) sono stati 104 a Verona, 102 a Padova, 92 a Venezia, 83 a Vicenza e 72 a Treviso. Se pensiamo che il limite giornaliero non dovrebbe essere superato per pi√Ļ di 35 volte l’anno si comprende la gravit√† della situazione.

Certo se avessimo un trasporto su rotaia¬†capillare, puntuale e confortevole¬†molti cittadini lascerebbero l’auto in garage (o magari neppure l’acquisterebbero come avviene nelle grandi capitali europee). Per contro la realt√† √® amara e segnata da informazioni mancanti, stazioni degradate, convogli fatiscenti e il viaggiatore neanche pi√Ļ vuole protestare perch√® √® convinto che non serva a nulla (leggi l’inchiesta di domenica 31.01.2010 pubblicata su L’Arena di Verona).

Eppure √® proprio questo senso di abbandono e di remissiva accettazione che dobbiamo combattere¬†per esigere un trasporto pubblico di qualit√† se √® vero, come √® vero, che il grado di civilt√† di una Nazione si misura anche per l’efficienza del trasporto pubblico ¬†ferroviario.

Per ¬†senso civico e responsabilit√† credo che sia compito di tutti reclamare la qualit√† del trasporto pubblico. Per questo motivo √® encomiabile l’iniziativa di¬†Assoutenti, , Movimento Consumatori, Legaconsumatori e alcuni Comitati¬†sul monitoraggio del trasporto pubblico ferroviario nel Veneto.

Dal 1 febbraio collegandosi al sito www.ferrovieanordest.it/monitoraggio è possibile segnalare, infatti, i disservizi e i ritardi delle ferrovie in Veneto.

La finalit√† dell’iniziativa ha¬†un duplice scopo:

1) Documentare in modo omogeneo la molteplicità e la frequenza dei disservizi in tutte le 17 linee del Veneto (Trenitalia e Sistemi Territoriali, treni regionali ed Alta Velocità) che vedono circolare quotidianamente nella Regione oltre 800 convogli.
2) Mettere a disposizione delle Forze politiche candidate alle imminenti consultazioni elettorali, una serie di informazioni oggettive e coordinate per un dibattito non generico sulle prospettive di miglioramento dell’offerta.

Non sar√† lo strumento risolutivo ma √® importante partecipare per non accettare supinamente i disagi nel settore ferroviario e, pertanto, reclamare soluzioni efficaci per l’elevazione della qualit√† dell’aria che respiriamo.¬†L’aria, come l’acqua, √® un diritto costituzionale.

Davide Cecchinato РSegretario Generale Adiconsum Verona